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English Version
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La Storia di Cagliari
L'origine della città di Cagliari si fa risalire ai fenici come
sembra attestare il suo nome Karalis o Karales, ma il suo sviluppo si
ebbe sotto il dominio cartaginese che ne fece un centro marittimo commerciale
grazie al suo sbocco naturale sul mare. 
Fu conquistata dal console Tiberio Gracco nel 238 a.C., ed in età
romana ebbe un lungo periodo di prosperità che ne accompagnò
anche lo sviluppo urbanistico; fu eretta in municipio e più tardi
a sede vescovile. Degli anni della dominazione romana sono rimasti importanti
resti architettonici, tra questi l'Anfiteatro
Romano , la Grotta della Vipera,
e la Villa di Tigellio.
Durante
la dominazione Pisana (1258) la città conobbe una nuova epoca
di sviluppo. Si fanno risalire a questo periodo la Cittadella fortificata,
il Castrum Karalis con mura e torri, e la formazione dei nuovi quartieri
di Marina, Stampace e Villanova. Il Castello (Castrum Karalis) è
stato il fulcro della vita cittadina ed il centro del potere. Il quartiere,
circondato da bastioni e chiuso dalle due torri di San Pancrazio e dell'Elefante,
è caratterizzato da una serie di strade che convergono verso
due porte: Porta Cristina e Porte Dei Due Leoni. Vi sono raccolti il
Museo Archeologico Nazionale,
il Palazzo Reale, il Palazzo Arcivescovile, la Cattedrale
di Santa Maria e l'Università.
Con il passaggio della Sardegna alla Spagna, la città ebbe un
periodo di decadenza che continuò con l'arrivo dei Savoia nell'isola
nel 1720, dominio che si concluse con l'unità d'Italia.
Durante la seconda guerra mondiale fu obiettivo di bombardamenti aerei
alleati che provocarono la distruzione di numerosi edifici e chiese.
Dal 1949 la Sardegna è una Regione Autonoma a Statuto Speciale
e Cagliari è la sua capitale.
Testi a cura di Antonello Melis
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