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English  Version
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Isola dell'Asinara
L'isola dell'Asinara, chiamata dai latini Sinuaria, ha un'estensione
terrestre di circa 5200 ettari, vanta una superficie marina di 21000
ettari, ha una lunghezza di 17,5 km ed una larghezza massima di 6,14
km.
La parte occidentale è caratterizzata da alte falesie, ripidi
pendii rocciosi con numerose frane ricche di anfratti, canaloni e spaccature,
mentre la parte orientale è composta da ampie insenature e piccole
spiagge.
L'insediamento umano risale all'età prenuragica con le domus
de janas di Campu Perdu. Di epoca romana sono invece i numerosi relitti
che giacciono sui fondali della costa orientale. La prima vera colonizzazione
si ha in epoca medioevale con la costruzione del monastero camaldolese
a Sant'Andrea e del castellaccio a Punta Maestra Fornelli. Tra il 1600
e la fine dell'800 fu abitata da una comunità di pastori e pescatori.
Nel 1885 la popolazione residente venne allontanata per l'istituzione
della colonia penale. La storia recente è caratterizzata dalla
presenza di un supercarcere dove furono detenuti mafiosi e brigatisti.
Nel 1997 sorge il Parco Nazionale dell'Asinara.
La fauna
Nell'isola
si riproducono circa 80 specie selvatiche e tra queste molte rivestono
grande rilevanza scientifica per la loro rarità.
Tra gli anfibi e rettili si segnalano il discoglosso sardo, il rospo
smeraldino, la raganella, la testuggine comune e la biscia viperina.
Tra gli uccelli spiccano per importanza: il gabbiano corso, il marangone
dal ciuffo, il falco pellegrino, la pernice sarda. L'isola inoltre è
l'unica zona della Sardegna in cui è presente la gazza.
Tra i mammiferi si ricorda la lepre, la donnola, il muflone, il cinghiale,
il cavallo, l'asinello sardo e il caratteristico asinello bianco.
Nell'ambiente marino sono presenti cernie brune, corvine, saraghi, orate,
triglie, frutti di mare e la gustosissima aragosta.
La flora
La flora è costituita da 678 specie, di queste 616 sono spontanee
e 62 introdotte. Tra le altre ricordiamo la centaurea horrida, il limonium
acutifolium, il limonium laetum, ed altre della regione sardo-corsa
come l'astragalu terraciano ed l'erodium corsicum. La vegetazione presenta
i caratteri tipici della macchia mediterranea come lentischio, euforbia
arborea, calicotome, fillirea a foglie strette, ginepro e cisto. E'
presente un bosco di leccio di circa 6 ettari.
Testi a cura di Antonello Melis
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