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Ozieri

Abitanti: 11.687
Altitudine: 390 mt.s.l.m.

Ozieri è la città capoluogo del Logudoro.
Sorse in un territorio ricco di insediamenti prenuragici e nuragici, e da sempre godette di particolare floridezza per lo sviluppo della zootecnia, che ancora oggi è alla base della sua economia.

Nei rilievi circostanti si aprono numerose grotte abitate fin dall'età della pietra. La più famosa che si trova all'interno dell'abitato, è la grotta di S. Michele, dove furono rinvenute numerose testimonianze prenuragiche. Da essa prende il nome la "cultura di S. Michele" o "di Ozieri" diffusa in tutta la Sardegna (3000 - 2000 a. C.).

Il centro storico è caratterizzato da alti palazzi, in gran parte dei secoli XIX e XX.
Tra i monumenti della città ricordiamo la fontana Grifoni, in marmo bicromo, eretta nel 1000 su una precedente fonte, e la cattedrale, la cui facciata è attribuita all'architetto cagliaritano Gaetano Cima, e che conserva all'interno l'importante polittico della Madonna di Loreto, opera di un pittore anonimo del cinquecento, conosciuto come il maestro di Ozieri.

Da vedere:

  • Sant'Antioco Bisarcio. Antica cattedrale della diocesi, edificata in tre fasi distinte, dalla metà dell'XI alla fine del XII secolo, offre un esempio della grande stagione del romanico nell'isola.

  • Chiesa di S. Nicola. E' menzionata per la prima volta nel 1135, quando il Papa Innocenzo II°, con una bolla, ne confermò la sua donazione all'Ordine Vittorino.

  • Chiesetta di S. Sebastiano. L'interno della chiesa risalente alla fine del cinquecento, conserva un ricco altare maggiore ligneo del 1696.

  • Nuraghe Burghidu. Questo nuraghe tribolato è situato in una collina di trachite. Presenta un bastione con tre torri, al centro si trova il mastio alto 15 mt.

  • Necropoli di Sos Furrighesos. La vasta necropoli appartenente alla cosiddetta "cultura di Ozieri" o "di S. Michele" (3000 - 2000 a. C.), è scavata su un costone che domina la valle del rio Butule. Le tombe hanno perlopiù ingressi sopraelevati e sono costituite da una o più camere. Numerosi ipogei sono decorati da incisioni, sculture e pitture che costituiscono uno degli esempi più interessanti di figurazioni artistiche dell'età prenuragica in Sardegna.




Testi a cura di Antonello Melis







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