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STORIA DELLA SARDEGNA:
ETA' NURAGICA (1800 - 238 a.C.)

Nuraghe S.AntineLa civiltà nuragica è la più originale tra le culture preistoriche sarde, che da sempre affascina gli studiosi e i tanti visitatori che ogni anno vengono in Sardegna.
La caratteristica dell'età nuragica sono i nuraghi, torri in pietra, soprattutto trachite e basalto, utilizzate come case/fortezze, realizzate con blocchi squadrati a forma di tronco di cono (tholos) o ellittica ( a corridoio). I nuraghi possono essere semplici ossia costituiti da un'unica torre, oppure complessi cioè formati da più torri, al massimo cinque, disposte intorno alla torre centrale detta mastio e collegate tra loro da mura. Resta un mistero su come gli uomini del tempo fossero in grado di mettere pietra su pietra, visto e considerato il peso di ciascuna; ma soprattutto colpisce la mente da architetti-ingegneri di questi uomini, che sono riusciti a creare fortificazioni del tutto particolari, che hanno resistito perfettamente nei secoli.
La presenza di circa 7.500/8.000 nuraghi dislocati nel territorio, è una dimostrazione dell'uniforme insediamento dell'uomo nuragico sull'intera isola. La società nuragica era divisa in classi sociali:

  • La plebe, costituita da pastori, agricoltori, artigiani, commercianti.
  • I sacerdoti che seguivano la pratiche del culto.
  • I nobili, costituita da ricchi proprietari e dai guerrieri.
  • Il capo, il re grande patriarca della tribù.

Grande importanza aveva tra i nuragici la religione, si tratta di una religione politeista e naturalistica, adoravano la Grande Madre, Dea della fertilità e della maternità e il Dio Toro. I riti religiosi si celebravano all'aperto mentre il culto dei morti si praticava accanto ai luoghi della sepoltura (domus, circoli megalitici e dolmen-tombe dei giganti). L'edificio che meglio caratterizza la religione dei nuragici è il Pozzo Sacro dove si venerava l'acqua, la nuova divinità dei sardi.


BRONZETTI

BronzettoSe i nuraghi rappresentano una importante testimonianza dell'organizzazione sociale e militare dei nuragici, altrettanto importanti sono gli oggetti che in queste costruzioni sono stati ritrovati; tra questi di particolare rilievo sono i bronzetti, le statuine in bronzo che riproducono uomini, animali o oggetti, che avevano una funzione religiosa, di ex-voto, o semplicemente una funzione ornamentale. Oggetti di raffinata fattura, i bronzetti, oltre a dimostrare le notevoli capacità tecniche e artistiche raggiunte dai nuragici, rappresentano una testimonianza della vita sociale, economica, religiosa di queste popolazioni,oltre che dell'ambiente in cui vivevano, che diversamente non avremmo potuto conoscere, in quanto il popolo nuragico non conosceva la scrittura. Sono 500 i bronzetti rinvenuti che rappresentano strumenti di lavoro o di trasporto (carri o barche), personaggi vari (capi, sacerdoti, guerrieri, contadini, pastori), animali domestici (buoi, pecore, capre, maiali, cani), animali selvatici (mufloni, cinghiali, cervi, daini, volpi).
Particolare curioso in nessun bronzetto viene riprodotto il cavallo ciò significa che all'epoca non era conosciuto dal popolo nuragico. La maggior parte dei bronzetti sono conservati nei musei archeologici di Cagliari e Sassari.

Testi a cura di Antonello Melis







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