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STORIA DELLA SARDEGNA: ETA' ROMANA

I Romani arrivarono in Sardegna in aiuto dei mercenari punici ribellatisi a Cartagine, e nel 238 a.C, si impadronirono dell'Isola.
Tempio di Antas
Dopo 5 anni dalla conquista, la Sardegna divenne una provincia romana a tutti gli effetti sottoposta al governo amministrativo, giudiziario e militare di un magistrato. Da allora, la Sardegna divenne elemento strategico dell'agemonia romana sul Mediterraneo.

I romani occuparono tutta l'Isola, raggiungendo anche le zone interne abitate da popolazioni che i punici non erano riusciti a sottomettere.Sarcofago romano
Dopo aspre battaglie anche questi territori furono parzialmente dominati dai romani, che preferirono allentare la morsa su queste popolazioni per dedicarsi ad un miglior controllo delle aree costiere e delle zone produttive, come le miniere e la piana del Campidano, considerato "il granaio di Roma".

La dominazione durò circa sette secoli e lasciò un'impronta profonda nella mentalità, nella lingua, nei costumi, nella cultura dei Sardi e nel loro territorio.
I segni della "romanizzazione" dell'isola sono evidenti nella realizzazione di ponti ( Porto Torres), acquedotti, templi (Antas), terme (Fordongianus), teatri (Cagliari - Nora).
In questo periodo vennero fondate nuove città tra cui Turris Lybissonis (Porto Torres) e favorito lo sviluppo delle città costiere di origine fenicio punica come Karalis (capitale della Sardegna), Nora e Tharros.

Testi a cura di Antonello Melis







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