STORIA
DELLA SARDEGNA: ETA' SPAGNOLA
La storia dei Giudicati finì nel 1409 quando
l'erede al trono di Aragona sconfisse i sardi nella battaglia di Sanluri
e nel 1478 la sconfitta dei Giudici di Arborea ad opera degli spagnoli,
nella battaglia di Macomer, segnò la fine del giudicato di Arborea.
La fama di Eleonora d'Arborea e del suo giudicato è legato alla
"Carta de Logu" un codice delle leggi del giudicato in lingua
Sarda esteso successivamente a tutta la Sardegna.
Nel periodo 1300/1700 la Sardegna è sotto la dominazione aragonese
e poi spagnola, in seguito all'unificazione della corona di Spagna.
La pessima amministrazione degli Spagnoli rese vani i progressi che
i sardi conseguirono nel periodo giudicale.
L'arroganza dei viceré e la prepotenza dei feudatari portarono
l'isola ad una condizione di crisi e di abbandono.
Le pestilenze, le carestie e le incursioni dei pirati diedero il colpo
di grazia, nonostante gli Spagnoli, sul finire del 1500, fecero costruire
ben 99 torri costiere in difesa dell'isola.
Tuttavia la presenza degli spagnoli in Sardegna favorì non solo
l'affermazione di nuovi influssi artistici quale lo stile gotico - aragonese,
espresso in diversi monumenti e chiese; ma anche l'introduzione della
stampa e la costituzione delle università di Cagliari e di Sassari.
Evidenti tracce della dominazione spagnola si riscontrano soprattutto
nelle feste religioso-folkloristiche come quella di Sant'Efisio,
della Cavalcata di Sassari
e del Redentore di Nuoro.
Testi a cura di Antonello Melis
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