
Berchiddeddu Il paese
di Berchiddeddu si formò nel 1800 dall'unione di tre stazzi vicini e dista
solo 15 km da Olbia. Il suo territorio è ricco di sorgenti, che danno origine
a piccoli ruscelli dove è possibile praticare la pesca di trote e anguille.
La maggior parte di questi ruscelli confluiscono nel "Rio Sa Castanza"
e nel "Rio Sos Campittos". 
Di particolare interesse storico è la Chiesa di San Tommaso (Santu Tummeu)
che risale al 500-600. La facciata presenta una porta rettangolare con architrave
senza iscrizione e ornamenti. Sopra l'architrave vi è un rosone, detto
di Santa Caterina, del diametro di metri 0,80 con motivi floreali stilizzati che
formano una croce greca. Il tetto a due acque è sorretto da tronchi di
ginepro; nei tre altari sono esposti oltre al patrono, San Narciso (Santu Narzisu)
e l'angelo custode (l'Agnulu di la gualdia). 
Questa chiesa viene ricordata in quanto un tempo godeva del diritto d'asilo, il
privilegio cioè di conferire immunità ai ricercati dalla giustizia
che si fossero rifugiati dentro le sue mura. La chiesa è circondata
da ulivi e querce secolari e sulla sua piazza si erge maestoso un leccio con la
circonferenza del tronco di metri 3,4. Poco distante dalla chiesetta, sorge un
cumulo di pietre: secondo la tradizione sono i ruderi di una chiesa eretta in
onore di Santa Giusta, vergine e martire di Sardegna. La festa di San
Tommaso si celebra ogni anno la terza domenica di maggio e fa giungere a Berchiddeddu
numerosi fedeli. I festeggiamenti durano tre giorni e vengono inaugurati con l'arrivo
delle bandiere provenienti dalle frazioni vicine. Queste vengono benedette dal
parroco, quindi viene fatto per tre volte consecutive il giro della chiesa di
Berchiddeddu (costruita nel 1870) per poi andare alla chiesa di San Tommaso.
Un altro aspetto che caratterizza la festa è il tradizionale
pranzo collettivo a base di pecora e vitella bollita offerto a tutti i partecipanti.
I festeggiamenti si concludono il lunedì sera con il rientro delle bandiere
nella chiesa di Berchiddeddu, dove si continua a festeggiare per tutta la notte.
Testi a cura di Antonello Melis
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