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Oliena Abitanti: 7.525 Altitudine:
388 mt.s.l.m. Oliena è un importante centro agricolo e pastorale
poco distante da Nuoro. Lo sovrasta il
Monte Corrasi (1463 mt.) ritenuto giustamente il più bello della Sardegna
per le sue splendide rocce dolomitiche. Molto interessanti sono i vecchi quartieri
storici con case d'epoca, scorci caratteristici e particolari architettonici:
ballatoi, finestre e comignoli. Notevoli le numerose ed antiche chiese: S. Ignazio,
S. Maria e S. Croce dove si trova un antico tabernacolo in legno. Il territorio
è ricco di luoghi di rara bellezza, dove la natura, ancora incontaminata,
si manifesta con fenomeni unici. - Supramonte
di Oliena
Di straordinario interesse naturalistico e paesaggistico,
il Supramonte è il paradiso degli amanti del trekking.
Il paesaggio presenta diverse vedute al variare dell'altitudine: pareti rocciose
e strapiombi, straordinarie foreste di lecci, brulli altipiani sassosi e rocce
nude. Vi nidificano diverse specie di rapaci tra cui il grifone e l'avvoltoio
monaco. - Sorgente Su Gologone
La sorgente Su Gologone, che sgorga da un crepaccio naturale della roccia calcarea,
ha una portata di 300 litri al secondo, ed è la più grande di tutta
la Sardegna. La vicinanza del fiume Cedrino, contornato da fitta vegetazione,
fa di questo luogo una piacevole meta di gite ed escursioni. -
Valle Lanaitu
Nelle vicinanze di Su Gologone,
si trova la boscosa valle di Lanaitu. Il luogo offre significativi esempi di carsismo
come le grotte di Sa Oche e Su Bentu;
quest'ultima con i suoi 7.000 mt. di lunghezza, è la seconda grotta italiana
per dimensioni. Più a sud si trova la grotta di Corbeddu,
dove sono stati rinvenuti importanti materiali paleontologici e resti umani risalenti
a 15.000 anni circa a.C.. - Monte
Tiscali (518 mt.)
E' uno dei luoghi di più alta suggestione
di tutto il Supramonte e forse del bacino del Mediterraneo. Si tratta di un enorme
rupe calcarea che conserva, nell'amplissima cavità, i resti di un villaggio
nuragico con capanne quadrangolari, formate da pietre cementate con fango, ed
edifici circolari a forma di torri. La fortezza rappresentò forse l'ultimo
baluardo della resistenza delle popolazioni barbaricine all'invasione romana.
Testi a cura di Antonello
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