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Osidda Altitudine: 675 mt. s.l.m.
Abitanti: 276 Il
paese di Osidda, adagiato sulle colline che sovrastano il Tirso, il fiume più
importante della Sardegna, dispone di un territorio caratterizzato da boschi prevalentemente
di sughera e macchia mediterranea dove risaltano il corbezzolo, il mirto, l'erica,
il lentischio, l'agrifoglio, il ginepro e le varie ginestre. In questo particolare
habitat, trovano ospitalità il muflone, il cinghiale, il daino, la volpe
e la lepre. Sulle vette granitiche della montagna è possibile ammirare
una grande varietà di volatili comprese rare specie di rapaci come l'aquila
reale e l'aquila del Bonelli. Il centro del paese è caratterizzato
da vecchie case costruite in granito faccia a vista; alcune di queste sono state
ristrutturate e restaurate e oggi rappresentano la dimora ideale per il turista
curioso e attento ai particolari. Queste strutture sono state arredate con attenzione
e stile e vengono gestite da giovani che si sono specializzati nell'offrire all'ospite
un servizio particolarmente accurato in un'atmosfera ricca di tradizioni.
Centro pastorale, Osidda dispone di un notevole patrimonio ovino disseminato
tra le splendide sugherette del suo altopiano granitico. Di grande importanza
sono le produzioni artigiane: pane carasatu (carta da musica) e dolci tipici,
formaggi, tappeti e oggetti in legno.
Nel territorio è possibile visitare almeno quindici nuraghi e zone di grande
interesse archeologico, tra cui i villaggi di Seris e soprattutto di "Romanzesu".
Nel vasto altopiano immerso in un' ambiente caratterizzato da boschi e agglomerati
rocciosi, sorge il villaggio nuragico di "Romanzesu". Una serie di campagne
di scavo ha permesso di esplorare una vasta area (estesa circa sette ettari),
riportando alla luce una decina di capanne e cinque monumentali edifici, realizzati
in granito locale. Il villaggio, come spesso accadde, è stato costruito
in varie fasi; accanto alla capanna nuragica a pianta circolare (XVI sec. a.c.)
si sono aggiunti a partire dal XIII sec. a. c. un tempio a pozzo, due tempietti
a pianta regolare del tipo a megaron, un heron e un grande recinto sub - ellittico.
Notevoli i piatti della gastronomia locale, oltre al pane e ai dolci, segnaliamo:
- sos maccarrones de erittu (lunghi e gustosi maccheroni
forati fatti a mano)
- sos zizzoneddos (gnocchetti
al ragù di agnello)
- erveche chin patata
(pecora bollita con patate)
- su porcheddu, s'anzone
e su vitellu arrustu (porcetto, agnello e vitello arrosto)
Testi
a cura di Antonello Melis | |