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Vini
Il territorio del nuorese, poco conosciuto, merita di essere visitato
non solo per le bellezze naturali ma anche
per le straordinarie produzioni, ancorché piccole, di prodotti
dell'agroalimentare.
Tra i più importanti, il pane, i dolci, il miele, l'olio, i formaggi,
i salumi e il vino.
Seguire la strada del vino significa scoprire realtà produttive
che da millenni sono alla base dell'economia della zona. Tracce della
lavorazione del vino sono state trovate in alcuni villaggi nuragici.
Cannonau
L'origine è quasi certamente spagnola. La diffusione del vitigno
è estesa su quasi tutto il territorio regionale, ma le zone di
maggior produzione si trovano per oltre l'80% nella provincia di Nuoro.
Noto sin dal secolo scorso si può senz'altro definire il vino
più conosciuto della Sardegna. Famose in proposito le citazioni
di D'Annunzio. Gli è stata riconosciuta la D.O.C.
nel 1972 ed è presentato nelle versioni rosso e rosato e nei
tipi secco, amabile, dolce, liquoroso secco, liquoroso dolce, con la
possibilità di riportare sull'etichetta la dizione di "superiore"
e "riserva". Le caratteristiche del Cannonau ne fanno un vino
di grande struttura, caldo e generoso. Si sposa con le carni rosse alla
brace, la cacciagione e i formaggi stagionati. La temperatura ottimale
si aggira sui 18° - 20°. Si consiglia di stappare la bottiglia
almeno un'ora prima della mescita.
Mandrolisai
Prende il nome dall'omonima zona, certamente una tra le più belle
dell'isola. Sono tanti i vitigni che concorrono alla produzione di questo
vino; alcuni sono autoctoni e tra i più antichi dell'isola come
il bovale sardo, il tintillu e il mulistellu. Concorrono in percentuale
il Cannonau, la Monica e il Girò. Ha ottenuto la D.O.C.
nel 1981. E' prodotto nelle versioni rosso e rosato con una gradazione
alcolica minima di 11,5°. Si presenta con un bel color rubino, profumo
intenso, il sapore è asciutto, sapido ed equilibrato. Indicato
per carni rosse allo spiedo, cacciagione e formaggi stagionati. Da consumarsi
preferibilmente alla temperatura di 16-18°.
Malvasia
Introdotto nell'isola dai monaci bizantini nel V secolo, questo vitigno
è sicuramente originario della Grecia. Riconosciuto D.O.C.
nel 1972, la Malvasia di Bosa è da considerarsi uno dei vini
da dessert più interessanti nel panorama enologico nazionale.
Dal colore paglierino carico tendente al dorato con l'invecchiamento,
ha un profumo ampio e persistente, un sapore morbido e delicato. E'
prodotto nel tipo dolce, secco, liquoroso secco, liquoroso dolce. E'
un grande vino da "meditazione", ottimo anche a fine pasto
con la pasticceria secca. Da bersi preferibilmente a 12°.
Testi a cura di Antonello Melis
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