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La Sardegna non è solo terra di straordinarie bellezze naturali, è anche storia industriale: ricchissima di miniere, deve soprattutto ad esse ed al movimento operaio, il suo sviluppo.

La crescita industriale del comparto avvenne dopo il 1840; a partire da quell'anno si è sviluppata un'intensa attività mineraria, basti pensare che nel bacino Sulcis-Iglesiente trovarono lavoro circa 15.000 addetti.

All'epoca, una concentrazione così elevata di minatori, non ebbe riscontro da nessuna parte.
Le miniere, chiuse nella seconda metà del '900, sono oggi siti di grande interesse culturale e naturalistico all'interno del Parco Geominerario della Sardegna, unico nel suo genere, riconosciuto dall'UNESCO.

Il progetto del Parco, prevede otto aree disseminate in tutta l'isola, ed individuate tenendo conto delle testimonianze geominerarie, archeologiche e naturalistiche.
In questo modo è stato possibile tracciare un ideale percorso rappresentativo della storia mineraria della Sardegna, una storia che dura 8.000 anni.

Le zone comprese nel progetto del Parco Geominerario sono le seguenti:

  • Monte Arci: 270 kmq (7%) si estraeva l'ossidiana, VI millennio a.C.

  • Monte Orani: 130 kmq (3,5%) si estraeva la steatite, neolitico recente.

  • Funtana Raminosa: 45 kmq (3,85%) si estraeva rame per costruire bronzetti.

  • Argentiera e Nurra: 61 kmq (2%) si estraeva piombo, zinco ed argento, periodo romano.

  • Guzzurra-Enato: 133 kmq (3,5%) si estraeva piombo, zinco ed argento, periodo romano.

  • Sarrabus-Gerrei: 575 kmq (15%) si estraeva piombo, zinco, stagno e ferro, nel periodo punico.

  • Sulcis-Iglesiente: 2.455 kmq (65%) l'area più rappresentativa dell'intero Parco e sulla quale sono riposte le maggiori speranze di sviluppo turistico.

  • Gallura con l'Arcipelago della Maddalena, il Golfo di Olbia, e Capotesta, non delimitata per la forte caratterizzazione turistica.

Il Parco Geominerario della Sardegna rappresenta lo strumento attraverso il quale si può trasformare l'intero patrimonio minerario da fonte di problemi (sicurezza, inquinamento, degrado del territorio) a fonte di rilancio economico.

Notevoli sono le potenzialità offerte soprattutto dal punto di vista turistico, dell'artigianato, dell'agroalimentare, del ripristino e della valorizzazione dell'immenso patrimonio immobiliare a fini ricettivi.

Di grande interesse sono le prospettive museali, di carattere didattico, scientifico e tecnologico.

Il Parco Geominerario della Sardegna, rappresenta un'ottima occasione di sviluppo che valorizzerà le bellezze naturali, il passato minerario, la sua storia secolare e la storia di tutti coloro che hanno scavato ed estratto i minerali da sotto terra.

 

Testi a cura di Antonello Melis







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