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SARDEGNA: TRADIZIONI E COSTUMI
 

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SARDEGNA: TRADIZIONI E COSTUMI


Tradizione, folklore, costumi, murales.

La Sardegna ha un patrimonio di tradizioni popolari e folkloristiche straordinarie per l'originalità, per l'eccezionale numero di manifestazioni e per l'intensa partecipazione.


Poesia

Nella poesia i sardi, sono maestri nell'arte delle rime e i "muttettus" sono l'espressione tipica di fare poesia. I cantadores (poeti) sono bravissimi ad improvvisare su qualsiasi argomento. In passato i mutos venivano tramandati da padre in figlio.


Gli strumenti musicali

Launeddas

Tra gli strumenti più diffusi nell'isola vi sono le launeddas, strumento a fiato composto da tre canne, risalente a circa il 1500 A.C.. Molto noti anche s'organittu(piccola fisarmonica), su solittu (strumento a fiato) e sa trunfa (scacciapensieri).


Il ballo

L'espressione più tipica del ballo sardo è "su ballu tundu" il cui nome riporta all'immagine dei ballerini riuniti in cerchio.
Ogni occasione è buona per ballare (feste popolari, matrimoni, battesimi, etc.), sia accompagnati dagli strumenti, sia dal ritmato canto "a tenores".


Le feste

Ogni anno in Sardegna si possono contare oltre 1000 celebrazioni. Alla base vi è quasi sempre una festa religiosa. Ogni paese ha la propria sagra che culmina con pranzi collettivi in campagna, con balli, canti, spettacoli e divertimento per tutti.


S.EfisioS.Efisio

Si tratta di un rito antico che si svolge a Cagliari il 1° maggio, per ringraziare il Santo per aver liberato la città dalla peste. Ogni anno dal 1656, i cagliaritani, accompagnati da una interminabile e pittoresca sfilata di costumi, provenienti da tutta la Sardegna, portano in processione la statua del Santo sino alla città di Nora, luogo in cui il Santo sarebbe stato martirizzato, per tornare in città dopo quattro giorni.


La Sartiglia

Maschera della Sartiglia

Ogni anno, sembra dal 1350, nel periodo di carnevale si svolge ad Oristano la Sartiglia. Essa consiste in un torneo di cavalieri che guidati da su componidori, devono infilzare dal loro cavallo in corsa, una stella sospesa. Dal numero delle stelle infilzate vengono tratti auspici per l'annata agraria. La festa si conclude con le esibizioni delle pariglie a cavallo.



La cavalcata sarda

Questa festa si svolge a Sassari la penultima settimana di maggio e rappresenta formalmente l'inizio della stagione turistica.
La manifestazione è caratterizzata da due elementi fondamentali, i costumi e i cavalli.
La cavalcata sarda concentra in 24 ore, quanto di più rappresentativo a livello culturale si trova in Sardegna. Nel suo genere è probabilmente la rappresentazione folkloristica più importante d'Europa. Mediamente compongono la sfilata circa 4000 persone, ma l'elemento più importante della giornata è il cavallo. Poche regioni infatti, possono vantare il numero degli allevatori e l'amore che lega il sardo a questo animale. I cavalli che sfilano assieme ai gruppi in costume sono circa 400. Durante la manifestazione, negli ultimi 500 mt. del percorso, cavalli e cavalieri si esibiscono nelle pariglie, esibizioni di acrobazia in velocità di estrema difficoltà e precisione.


I candelieri

Questa sagra si svolge a Sassari il 14 agosto alla vigilia dell'Assunta, in ricordo di un voto fatto alla Madonna durante la peste, intorno al 1582.
Gli otto gremi artigiani portano per le vie cittadine a passo cadenzato dalla musica, un altissimo cero in legno finemente decorato, sino alla chiesa di S. Maria in Betlem.


Il Redentore

La sagra si svolge ogni anno a Nuoro il 29 agosto, presenta una moltitudine di pellegrini che si riuniscono sul monte Ortobene, ai piedi della statua del Redentore.
La festa è caratterizzata dal concorso dei tradizionali gruppi folkloristici che sfidandosi nei canti e nelle danze, rallegrano e rendono gioiosa l'intera festa.
Il fervore religioso e la partecipazione dei gruppi folkloristici, fanno di questa sagra una delle più importanti manifestazioni della Sardegna.


Il carnevale

E' vissuto in tutta la Sardegna come un momento di Merdules e Boetrasgressione, in alcuni centri ha assunto la veste di festa collettiva aperta a tutti; sono famosi quelli di Mamoiada, Ottana, Orotelli.
In questi paesi il carnevale è rappresentato da figure particolari che risalgono a riti antichissimi, i partecipanti vestono spaventose maschere in legno, si coprono con pelli di animali e indossano campanacci in ottone. A Mamoiada queste maschere vengono chiamate Mamuthones, ad Ottana Merdules e Boe ed a Orotelli Thurpos.


I costumi

Il costume della Sardegna non era un indumento da indossare solo nei giorni di festa, ma rappresentava l'abitudine quotidiana di un popolo che ha tramandato di generazione in generazione, la sua caratteristica espressione di un modo antico di vestirsi.
Ogni paese ha i propri costumi e li difende con orgoglio, perché l'antico modo di vestire nasconde l'identità di ciascuna popolazione. Lo spettacolo dei colori, dei tessuti, dei gioielli antichi dei costumi sardi rappresenta un'emozione indimenticabile.

Murales
I murales

Questa espressione popolare trova in Sardegna una precisa identità con la natura e l'ambiente circostante. I murales sono una voce, spesso un grido che rappresenta talvolta le abitudini della comunità, ma spesso denuncia il malessere delle popolazioni della Sardegna.

Testi a cura di Antonello Melis







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