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Tradizione, folklore, costumi, murales. La Sardegna ha un patrimonio di tradizioni popolari e folkloristiche straordinarie per l'originalità, per l'eccezionale numero di manifestazioni e per l'intensa partecipazione.
Nella poesia i sardi, sono maestri nell'arte delle rime e i "muttettus" sono l'espressione tipica di fare poesia. I cantadores (poeti) sono bravissimi ad improvvisare su qualsiasi argomento. In passato i mutos venivano tramandati da padre in figlio. Tra gli strumenti più diffusi nell'isola vi sono le launeddas, strumento a fiato composto da tre canne, risalente a circa il 1500 A.C.. Molto noti anche s'organittu(piccola fisarmonica), su solittu (strumento a fiato) e sa trunfa (scacciapensieri). L'espressione più tipica del ballo sardo è "su
ballu tundu" il cui nome riporta all'immagine dei ballerini riuniti
in cerchio.
Ogni anno in Sardegna si possono contare oltre 1000 celebrazioni. Alla base vi è quasi sempre una festa religiosa. Ogni paese ha la propria sagra che culmina con pranzi collettivi in campagna, con balli, canti, spettacoli e divertimento per tutti. Si tratta di un rito antico che si svolge a Cagliari il 1° maggio, per ringraziare il Santo per aver liberato la città dalla peste. Ogni anno dal 1656, i cagliaritani, accompagnati da una interminabile e pittoresca sfilata di costumi, provenienti da tutta la Sardegna, portano in processione la statua del Santo sino alla città di Nora, luogo in cui il Santo sarebbe stato martirizzato, per tornare in città dopo quattro giorni.
Ogni anno, sembra dal 1350, nel periodo di carnevale si svolge ad Oristano la Sartiglia. Essa consiste in un torneo di cavalieri che guidati da su componidori, devono infilzare dal loro cavallo in corsa, una stella sospesa. Dal numero delle stelle infilzate vengono tratti auspici per l'annata agraria. La festa si conclude con le esibizioni delle pariglie a cavallo.
Questa festa si svolge a Sassari la penultima settimana di maggio
e rappresenta formalmente l'inizio della stagione turistica.
Questa sagra si svolge a Sassari il 14 agosto alla vigilia dell'Assunta,
in ricordo di un voto fatto alla Madonna durante la peste, intorno al
1582.
La sagra si svolge ogni anno a Nuoro il 29 agosto, presenta una moltitudine
di pellegrini che si riuniscono sul monte Ortobene, ai piedi della statua
del Redentore.
E' vissuto in tutta la Sardegna come un momento di
Il costume della Sardegna non era un indumento da indossare solo nei
giorni di festa, ma rappresentava l'abitudine quotidiana di un popolo
che ha tramandato di generazione in generazione, la sua caratteristica
espressione di un modo antico di vestirsi. Questa espressione popolare trova in Sardegna una precisa identità con la natura e l'ambiente circostante. I murales sono una voce, spesso un grido che rappresenta talvolta le abitudini della comunità, ma spesso denuncia il malessere delle popolazioni della Sardegna. Testi a cura di Antonello Melis
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